5 Leggende Metropolitane: Case infestate in Italia

Ca-delle-anime-di-voltriLuoghi abbandonati e disabitati da decenni. Posti segnati da storie tragiche. Ruderi nei quali non ci si sente mai soli.

In vista di eventuali escursioni estive, ecco 5 case infestate da visitare nel nostro Paese.

1) Casa del Violino – Scogna Sottana, La Spezia, Liguria

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Si dice che un tempo vivesse in questo posto un violinista di enorme talento, che finì col suicidarsi fra le mura dell’edificio. Negli anni a venire, gli sporadici visitatori della Casa del Violino giurano di aver sentito, di notte, il suono di questo strumento, unito a strazianti grida provenienti dalle pareti.

Il luogo è tutt’ora disabitato.

 

2) Palazzo Malvasia – Trebbo di Reno, Bologna, Emilia Romagna

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Conosciuto anche come “Villa Clara”, il Palazzo Malvasia è indissolubilmente legato ad una leggenda. All’inizio del ‘900, infatti, si dice che una ragazza di nome Clara sia stata murata viva dal padre, terrorizzato dai poteri di chiaroveggenza della giovane – un’altra versione della storia vorrebbe che l’uomo avesse murato la figlia per una relazione proibita con un servo.

Quale che sia la verità, si dice che lo spettro di Clara vaghi ancora per le stanze, ormai vuote, della villa, implorando i visitatori di essere liberata.

 

3) Villa Santoro – Selva Nera, Salerno, CampaniaVilla Santoro

 

 

Ciò che più è da temere a Villa Santoro è il giardino. Secondo la leggenda, infatti, la magione era abitata da una coppia molto ricca. Un giorno, il proprietario scoprì che la moglie aveva una relazione con uno dei maggiordomi; accecato dall’ira, uccise entrambi e li seppellì nel cortile. Si dice abbia piantato un albero di mele nell’esatto punto in cui giacevano gli amanti.

Chi si è avventurato in questa maestosa residenza afferma di aver visto delle ombre fare capolino dai muri oppure di aver sentito voci provenire dall’interno dell’edificio.

 

4) Ca’delle anime – Voltri, Genova, Liguria

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Un tempo una locanda, la Ca’ delle anime era gestita da una coppia spietata. I due infatti uccidevano i clienti per derubarli, per poi seppellirne i corpi in una fossa comune. Il metodo con cui venivano perpetrati gli omicidi era davvero brutale: secondo la leggenda, gli avventori venivano schiacciati da pesanti oggetti di mobilio.

Gli abitanti del luogo affermano che le anime delle povere vittime siano ancora lì, fra i corridoi del rudere, incapaci di trovare pace.

 

5) Villa Magnoni – Cona, Ferrara, Emilia Romagna

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Avvicinandosi alle rovine di Villa Magnoni, si noterà una particolarità singolare: le finestre sono tutte sbarrate, tranne una. Questa precauzione venne presa negli anni ’80, dopo che un gruppo di giovani decisero di avventurarsi nell’edificio. I ragazzi erano piuttosto scettici, ma dovettero ricredersi: nel cortile, udirono infatti un coro di bambini cantare una specie di nenia, seguiti dalla voce di una donna che li intimava ad andarsene. Il gruppo, spaventato, guardò in alto verso una delle finestre e vide un’anziana donna affacciata, con lo sguardo minaccioso. I ragazzi scapparono senza nemmeno entrare nella villa.

Negli anni seguenti, morirono tutti – tranne uno – a causa di svariati incidenti. Da allora, le autorità locali decisero di sbarrare le finestre, forse per superstizione. La sola finestra ancora oggi aperta è quella di una stanza incessabile a causa del pavimento franato. La stessa stanza in cui il superstite giura di aver visto l’anziana donna.