Le torture del Manicomio Athens Lunatic

a6mgelhqcpq8ue2uaac0Una fredda fabbrica di tortura.

Un posto in cui alle donne in collera coi mariti venivano diagnosticate “devianze mestruali”; in cui i pazienti erano costretti a disumane “riabilitazioni”; in cui i mal di testa erano curati con l’elettroshock.

Un luogo del tutto simile a quelli che siamo abituati a vedere in tv o al cinema. Questa è la storia dell’Athens Lunatic Asylum, uno dei manicomi più celebri degli Stati Uniti.

Athens è una piccola comunità in Ohio, uno di quei posti in cui non succede mai nulla di eclatante. Nella zona periferica della città, tuttavia, sorge il quartiere Ridges, che un tempo costituiva il nucleo dell’insediamento.

Fu proprio qui che nel 1874 venne fondato l’Athens Lunatic Asylum. Era un edificio imponente e maestoso, talmente vasto da poter accogliere oltre 300 veterani della Guerra Civile, perlopiù segnati da ferite psicologiche o da stress post-traumatico. In pochi anni, data la disponibilità della struttura, venne inclusa un’ala destinata ai bambini nati con ritardi più o meno gravi, seguita immediatamente da un’area adibita ai criminali violenti. Nel corso dei suoi 117 anni di attività, l’Athens continuò ad accogliere malati – o pseudo tali: fu forse questo il motivo per cui, a partire dalla prima decade del ’900, l’ospedale iniziò a funzionare al doppio della sua potenzialità. Ogni scusa, all’epoca, era valida per affidare un proprio caro ai trattamenti della struttura, senza distinzioni fra una reale psicopatia o una semplice paranoia. I pazienti venivano così stipati nelle celle, organizzati come si poteva e seguiti da un personale spesso non formato. Le persone diventavano numeri, trattati alla stregua di oggetti da inserire in un’elaborata e rigida catena di montaggio.

L’Ohio State University conserva tutt’ora un archivio relativo ai rimedi adottati all’interno dell’Athens. Si legge di “elettroshock contro la sinusite e l’epilessia”, lobotomia, cicli farmacologici di “Seconal e altri barbiturici” . Si legge anche di donne affette da “devianze mestruali”, “masturbazione” (puntualmente risolta tramite castrazione) e “disturbi post-parto di natura fisica”: quelle stesse donne che, sulle pareti delle celle, cercavano con un pennarello di urlare al mondo “Io non sono mai stata pazza”.

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E se queste erano le condizioni a cui uomini, donne e bambini erano costretti da vivi, non c’è da sorprendersi se i rimedi post-mortem fossero ancora più barbari. Dato che i funerali erano molto costosi, spesso i parenti non reclamavano la morte dei loro cari, che finivano così per essere seppelliti all’interno del manicomio. Si stimano circa 1.700 cadaveri – più della metà dei quali non ancora rinvenuti – tutt’ora situati in tutta la proprietà dell’Athens.

Oggi, l’edificio è soltanto in parte utilizzato dall’Ohio State University: la maggior parte dei corridoi, degli atri, delle celle e dei laboratori giace in uno stato di semi-abbandono. Dati gli eventi terribili che si sono consumati in questo luogo, non c’è da meravigliarsi se l’Athens Lunatic Asylum è considerato uno dei luoghi più violentemente infestati degli Stati Uniti.

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