3 disturbanti fatti storici che non insegnano a scuola

LaLaurie-304x400Imparando la storia a scuola, ci vengono sempre insegnati date, eventi e personaggi cardine che hanno svolto ruoli più o meno importanti. Tendiamo quindi a vedere le cose con un certo distacco, o comunque a classificare le epoche secondo determinate generalizzazioni – il Medioevo è l’”epoca buia”, l’Illuminismo è il periodo del trionfo della scienza e della ragione, ecc…

Finiamo così col dimenticare spesso che, all’interno di ogni grande cambiamento, sono esistiti avvenimenti e figure in un certo senso “minori”; eccezioni, insomma, che vengono tralasciate dai libri ma che non per questo devono essere dimenticate. E, di queste eccezioni, alcune sono davvero terrificanti.

Ecco, quindi, 3 angoli di storia che nessuno insegna nelle scuole.

 

1- LE TORTURE DI CASA LALAURIE

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Nell’’800 non era affatto raro vedere le ricche famiglie del sud degli Stati Uniti servirsi di schiavi importati dall’Africa e dalle colonie. Spesso ci hanno raccontato degli incerti viaggi per mare, delle condizioni di inferiorità in cui questi uomini e donne vivevano e lavoravano. Forse ci hanno persino detto che alcuni riuscirono ad emanciparsi e che, nella maggiora parte dei casi, gli schiavi venivano trattati con molto più rispetto di quello che possiamo immaginare.

Esiste però un’eccezione: si chiama Madame Delphine LaLaurie. Di origini europee, LaLaurie si trasferì a New Orleans insieme al marito e alle tre figlie. Le feste presso la sua prestigiosa abitazione – chi ha visto “American Horror Story: Coven” avrà le idee più chiare – erano eventi mondani a cui non si poteva rinunciare: l’élite della città faceva a ressa per avere un invito e la padrona di casa organizzava spesso cene, balli e cotillon.

Ma Delphine nascondeva anche un orribile segreto. La sua frustrazione, il suo sadismo e i suoi deliri di onnipotenza venivano brutalmente sfogati sui servi di colore che governavano la magione. A volte per punizione, altre per passatempo, LaLaurie imprigionò oltre 30 schiavi nella sua soffitta, infliggendo loro torture indicibili: arti mozzati, braccia e dita fuse a simulare le chele di un granchio, escrementi cuciti in bocca, gole tagliate. Il disumano atteggiamento della donna venne però fermato dalla folla inferocita nel 1834, quando una notte divampò un incendio in casa LaLaurie – si suppone fosse stato appiccato da un’anziana cuoca. Una volta scoperta la soffitta degli orrori, la donna fu costretta a fuggire. Da qui, se ne persero per sempre le tracce. Si suppone sia scappata in Francia, dove pare sia morta nel 1849.

 

2- LA CARNEFICINA DEI CANI

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La vita durante la Seconda Guerra Mondiale è nota ai più: gli orrori forse più ricordati sono quelli legati alla tragedia dell’Olocausto e ai gulag siberiani.

Esiste però un fatto di cui non si parla quasi mai. Quando l’Inghilterra entrò nel conflitto, la popolazione fu piegata da enormi sacrifici e da ingenti razionamenti alimentari. Certo, la Gran Bretagna alla fine ebbe la meglio. Tuttavia, prima della vittoria, il governo emanò un decreto: i cani erano una spesa inutile da sostenere in un momento di crisi, pertanto andavano abbattuti.

Le strade furono tappezzate di volantini e le buchette della posta riempite di opuscoli: lo scopo era quello di convincere la popolazione circa l’inutilità degli animali domestici, fornendo una serie di protocolli su come abbatterli. Lo si poteva fare in casa oppure si poteva ricorrere a veterinari ambulanti, che su richiesta eseguivano la soppressione.

Che ne era poi dei cadaveri? Venivano consumati.

 

3- LA SIFILIDE RINASCIMENTALE

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Se pensiamo al Rinascimento italiano, subito ci vengono alla mente le lezioni di storia dell’arte e di letteratura: gli affreschi fiorentini, le pale dipinte, la “Divina Commedia”.

Ma mentre Giotto affrescava la Cappella degli Scrovegni, mentre Leonardo si dedicava agli studi anatomici e mentre Ariosto componeva l’”Orlando Furioso”, l’Italia era devastata – fra le tante – da un’ondata eccezionale di sifilide. Le bellezze paesaggistiche e anatomiche immortalate dai pennelli e dalle parole dei grandi, dunque, non rispecchiavano proprio la realtà.

Se oggi la sifilide può essere facilmente curata, all’epoca causò un altissimo tasso di mortalità: la pelle iniziava a marcire intorno al naso e alle labbra, parte degli arti e le orecchie iniziavano poi a staccarsi e, nel giro di pochi mesi, il soggetto moriva fra atroci sofferenze.