Sinister 2: Bughuul è tornato (Recensione)

41152-thumbTre anni dopo il primo capitolo, arriva nelle sale “Sinister 2”, diretto dall’irlandese Ciaran Foy e sceneggiato dal creatore originale dei personaggi Scott Derrickson.

La trama riprende da dove eravamo rimasti: Dylan e Zach Collins, due fratelli di 9 anni, vengono portati dalla madre Courtney in una casa di campagna abbastanza isolata per sfuggire al violento marito, che ha spesso abusato di lei e di Dylan.

Nel frattempo il vicesceriffo del film precedente, ora investigatore privato, indagando sugli omicidi, capisce lo schema utilizzato dal demone Bughuul per arruolare il suo esercito di bambini, realizzando che quella di Courtney sarà la prossima famiglia presa di mira.sinister

Fin qui sembrerebbe un horror come tanti, senza nulla di speciale. Tuttavia la particolarità del film sta nel concetto di “metacinema”. Il demone Baghuul rapisce cioè le anime dei bambini costringendoli a girare filmati amatoriali sul massacro delle loro famiglie, filmati che in questo sequel diventano ancora più consapevoli.

Si sviluppa quasi una gara, dove il vincitore è colui che riesce a creare le morti più ingegnose e più cruente.

L’analisi dell’horror nell’horror è il cuore pulsante del film. Cosa può suscitare nella mente di un innocente la visione di immagini così strazianti?  Cosa innesca la visione di tanta violenza? Come può degenerare la competizione sfrenata?

3S7C6341.CR2Ad un occhio più attento, quindi, “Sinister 2” diventa uno spunto di riflessione; non solo un film per spaventare, ma anche per indagare lo scenario di violenza sui più deboli, sulla gestione dei sentimenti di due bambini con caratteri diversi che si trovano a dover scappare dal padre insieme alla madre, decisamente incapace di gestirli.

Ed ecco che la paura nei confronti del demone passa in secondo piano, perché è la cattiveria umana che non si sa dove possa arrivare.

Un film raccontato attraverso gli occhi dei bambini, che, con un po’ di ironia, fa trascorrere piacevolmente un paio d’ore.