Attenti all’uomo cancro! Somnia: recensione.

Somnia ha il titolo ideale per l’argomento di cui tratta. Infatti il termine è una parola latina che significa “sogni” e sono proprio i sogni il nodo centrale nel quale si svolge la vicenda.

Protagonisti sono una coppia, Jessie e Mark Hobson, che ha vissuto di recente la tragica scomparsa del figlio Sean; decidono, di fronte all’impossibilità di avere altri bambini, di adottare il piccolo Cody, di otto anni che ha perso la madre Andrea anni prima.

Quello che però non si aspettano è che quel bambino ha una particolarità: i suoi sogni diventano reali, tutto ciò che sogna si materializza nella realtà. Nei sogni si manifestano le più belle meraviglie della mente del piccolo Cody, ma anche i suoi più terribili incubi, causati da un passato inquieto, che si ripresenta ogni volta che è addormentato, nel suo subconscio.

Per tale motivo Cody ha paura di addormentarsi e cerca di passare le notti sveglio, per paura di ferire le persone a lui care. Ha infatti dato vita nella sua mente ad una sorta di uomo nero, che chiama uomo cancro, che lo perseguita fin dalla morte della madre, non abbandonandolo mai, e che colpisce chi gli è più vicino.

La storia si svolge in un mondo a metà tra reale e surreale. La realtà fisica dipende strettamente da quella metafisica, o psicologica, a seconda dei punti di vista, e quest’ultimo aspetto diventa sempre più forte andando avanti nel film, fino a giungere quasi a toccare l’inconscio del bambino e della protagonista stessa, che vive in uno stato di incapacità di superare la scomparsa del figlio.

Abuserà infatti del piccolo Cody quando vedrà che questo sogna Sean, e farà in modo che possa avere un’immagine più dettagliata possibile del suo caro figliolo. Da qui si evince la grandissima vicinanza emotiva di Jessie nei confronti di Cody, l’una che non ha accettato la morte del figlio, l’altro quella della madre. E dovranno fare i conti con i loro demoni.

Il regista riesce a raccontare il dramma familiare facendo entrare lo spettatore prepotentemente in empatia con i protagonisti, portandolo a immedesimarsi e sentirsi esso stesso parte del film, anche grazie ad una regia abbastanza pulita e discretamente invisibile: l’occhio del regista si nota solo in alcuni punti. Uno dei suoi punti di forza è il contrasto che si crea tra i sogni e gli incubi di Cody; un contrasto che porta lo spettatore a sentire e provare diversi stati d’animo che insieme generano, quando dovuto, un’ansia ancora maggiore.

Il picco della suspense è preceduto da un idillico sogno pieno di luci e colori e farfalle. Proprio tale contrasto fa sì che tutto si amplifichi e che si generi reale angoscia nello spettatore portato a provare sensazioni diametralmente opposte.

E proprio qui è evidente una certa bravura da parte del regista, che riesce a non far calare il tono e il ritmo sia mostrando gli idilli che gli incubi. “Il terrore che suscita Somnia nasce dalle anime dei suoi personaggi” ammette il regista Mike Flanagan e continua “Si tratta di una favola per bambini destinata agli adulti con tanto di uomo nero.” E questo uomo nero nasce nei sogni e per tale motivo ha un aspetto al limite del cartoonesco, un antagonista irreale, irrazionale, ma concretamente presente, una sorta di rivisitazione dello slasher ad un livello più profondo: l’assassino o mostro non è più qualcosa di esterno ai personaggi, ma ne è parte integrante e anzi è generato dagli stessi personaggi. Viene alla mente un altro antagonista di fama secolare, ormai diventato mito, che predilige il mondo dei sogni per compiere le sue stragi, e questi è Freddy Krueger, la più grande creazione del genio di Wes Craven. L’analogia viene spontanea, nonostante le profonde differenze tra i due personaggi: mentre Krueger agiva per vendicarsi dei suoi assassini ed era del tutto estraneo ai protagonisti dei vari film, l’uomo cancro è un’entità che agisce e che nasce all’interno della psicologia dei protagonisti, analogamente a quanto accadeva in The babadook, un’entità che è la personificazione di un malessere interno, creato e da un passato tragico e da traumi passati e presenti.

Nel complesso, la pellicola risulta gradevole e di un livello superiore rispetto alla media attuale.

Ringraziamo la Midnight Factory per averci invitato all’anteprima.

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