L’inquietante Foresta dei Cadaveri in Giappone

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Ogni anno, le autorità giapponesi rimuovono dozzine di cadaveri che penzolano dai rami degli alberi, alcuni dei quali vengono rinvenuti anche a distanza di anni.

Ai piedi del Monte Fuji in Giappone, ettari di terreno sono occupati dall’inquietante foresta Aokigahara, chiamata “Il Mare di Alberi” ma più tristemente conosciuta come “Foresta dei Suicidi”.

 

 

La vegetazione è così fitta che è fin troppo facile scomparire e non lasciare traccia.

Sarà forse questo il motivo per cui la foresta è il triste luogo scelto da molti giapponesi per togliersi la vita.

Dal 1971, le autorità hanno rimosso 100 corpi all’anno da Aokigahara, rendedola così il secondo posto al mondo più popolare per il suicidio, dietro il Golden Gate Bridge.

La stessa struttura labirintica della foresta non permette il passaggio di forte correnti ventose o la stabilizzazione della vita animale, rendendo il posto estremamente quieto e privo di fauna d’alcun tipo. In alcuni punti i rami s’intrecciano in maniera talmente intricata da impedire persino la penetrazione dei raggi solari: anche nelle ore meridiane non è raro trovare zone completamente avvolte nell’oscurità.

 

La probabilità d’imbattersi in corpi putrefatti, scheletri, carcasse ancora appese alle corde e rimasugli di vario tipo è alquanto elevata, per non parlare del terribile fetore sprigionato dalle membra in decomposizione.

 

Un’ulteriore elemento che contribuisce a donare un’aspetto ancor più tetro e, per certi aspetti, misterioso all’intricato groviglio – come se non bastassero i morti – è la presenza di feticci voodoo appesi agli alberi e tavolette riportanti maledizioni contro la società, contro il lavoro, contro il governo, contro le tasse o qualsiasi altra entità che spinse queste povere anime al gesto estremo.

 

Quel che rimane certo è l’elevatissimo numero di suicidi nel paese del Sol Levante, e l’Aokigahara ne è sicuramente il simbolo supremo.

Dal 2009 la polizia locale, non riuscendo più a tenere la situazione sotto controllo, ha deciso di reclutare volontari per la ricerca di dispersi ed il trasporto dei cadaveri nelle stanze mortuarie a ridosso del bosco, onde evitare continue incurioni da parte di ladri in cerca d’oggetti preziosi lasciati dai deceduti.

All’ingresso sono stati posizionati in aggiunta dei cartelli rivolti a coloro pronti al gesto estremo, con su scritto: “La tua vita è un prezioso dono ricevuto dai tuoi genitori” o “Per favore, rivolgiti alla polizia o ad un medico prima di commettere suicidio“.

Inutile precisare che non hanno avuto alcun effetto.

 

Non è strano che un luogo così inquietante abbia ispirato un film horror.

The Forest è uscito negli USA lo scorso 8 gennaio, e in Italia non ha ancora ottenuto una distibuzione.

La trama non porta nienete di nuovo nel genere horror: una ragazza si reca in Giappone per ricercare la sorella gemella, scomparsa in circostanze misteriose e si inoltra nella foresta Aokigahara, dove un gruppo di anime tormentate attacca chiunque si addentri nella foresta.

Il film di per sè non è sicuramente un capolavoro, ma ha fatto conoscere agli appassionati del mistero un luogo tanto affascinante quanto “maledetto”.

 

in parte fonte da: http://www.diregiovani.it/2016/02/26/21070-aokigahara-the-forest-film-horror-storia-vera-foresta-dei-suicidi.dg/

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