Cosa sono le RED ROOM: La Verità (Deep Web)

 

COS’E’ L’ISIS?

 

Per quanti non sapessero cos’è l’ISIS apro questa breve parentesi, visto che le Red Room sarebbero collegate a questi terroristi.

In poche parole l’ISIS rappresenta lo Stato Islamico, ovvero un gruppo terroristico islamista attivo in Siria e Iraq con attuale capo Abu Bakr al-Baghdadi.

Da più di due anni l’ISIS combatte nella guerra civile siriana contro il presidente sciita Bashar al Assad, e da circa un anno ha cominciato a combattere non solo le forze governative siriane ma anche i ribelli più moderati, creando di fatto un secondo fronte di guerra.

L’ISIS è un’organizzazione molto particolare: definisce se stesso come “stato” e non come “gruppo”.

Usa metodi così violenti che anche al Qaida di recente se ne è distanziata.

Controllano tra Iraq e Siria un territorio molto esteso e lo amministra in autonomia, ricavando dalle sue attività i soldi che gli servono per sopravvivere.

Teorizza una guerra totale e interna all’Islam, oltre che contro l’Occidente.

Oggi l’ISIS è arrivato nei pressi della capitale irachena Baghdad.

La sua avanzata ha fatto emergere i moltissimi problemi dello stato iracheno e ha intensificato le tensioni settarie tra sciiti e sunniti, alimentate negli ultimi anni dal pessimo governo del primo ministro sciita iracheno Nuri al-Maliki.

Chiudo dando due parole sulla sua autonomia(non avendo bisogno di aiuti da parte di nazioni): ha organizzato una raccolta di soldi che può essere paragonata al pagamento delle tasse; ha cominciato a vendere l’elettricità al governo siriano a cui aveva precedentemente conquistato le centrali elettriche ed ha messo in piedi un sistema per esportare il petrolio siriano conquistato durante le offensive militari.

I soldi raccolti li usa, tra le altre cose, per gli stipendi dei suoi miliziani, che sono meglio pagati dei ribelli siriani moderati o dei militari, sia iracheni che siriani: questo gli permette di beneficiare di una migliore coesione interna rispetto a qualsiasi suo nemico statale o non-statale che sia.

 

LA LEGGENDA DELLE RED ROOM GIAPPONESI

 

Le Red Room del Deep Web invece, nascono probabilmente da questo mito giapponese.

Due amici chiacchierano riguardo ad una strana pubblicità apparsa in internet, un pop-up che chiede, semplicemente: “Do you like…?” (あなたは—好きです?).

Se qualcuno cerca di chiudere il pop-up, muore.

L’amico più scettico dei due investiga un po’ a riguardo.

A casa, infatti, si mette a fare una ricerca in internet, senza trovare, però, nulla di interessante. Dopo la ricerca, il ragazzo lascia perdere ed inizia il suo classico giro dei siti Web conosciuti, per aggiornarsi, ma ecco che il pop-up appare senza essere cercato!

Una voce infantile chiede: “Do you like…?”

Anche dopo aver chiuso il pop-up, questo continua a ricomparire, chiedendo in continuazione ‘Do you like…?’. A quel punto il pop-up inizia a ricaricarsi automaticamente finché la voce della bambina non inizia a diventare strana, distorta e la domanda cambia, lentamente, in: ‘Do you like red?’.

Il ragazzo continua a lottare contro il pop-up che non fa che riaprirsi e finire in primo piano, finché la domanda non viene formulata in modo completo, con una voce non più distorta: ”Do you like the red room?” (あなたは赤い部屋が好きですか?).

Alla fine compare anche un elenco di nomi, alla fine del quale c’è pure quello dell’amico del protagonista… il quale si rende conto che c’è qualcosa, dietro di lui.

Il giorno dopo si comincia a vociferare a scuola del fatto che due studenti si sarebbero suicidati, colorando i muri delle proprie stanze di rosso, con il proprio stesso sangue.

A questo punto viene inquadrato il computer del protagonista, con il suo nome alla fine dell’elenco di persone.

Il computer si spegne.

Se, dopo averlo visto non cambierete pagina, apparirà il pop-up incriminato.

E, a quel punto, vi converrà staccare la spina del computer.

Si tratta di una leggenda urbana che si diffuse qualche tempo fa in rete, dal Giappone sbarcò anche nel resto del mondo, nonostante il video flash sia solo disponibile in Giapponese.

 

L’ANTEFATTO CHE PORTA ALLA LEGGENDA

 

Il primo Giugno 2004, una ragazzina di 11 anni uccise la sua compagna di classe dodicenne, Satomi Mitarai, in un’aula completamente vuota (eccezione fatta per loro due), durante l’ora di pranzo, nella scuola elementare di Okubo, a Sasebo.

L’assassina lasciò il corpo di Mitarai sulla scena del crimine e tornò nella sua aula con gli abiti intrisi di sangue.

Un’insegnante, notando la mancanza delle ragazze, trovò il corpo e chiamò la polizia.

La polizia prese la ragazzina in custodia e l’unica cosa che questa riuscì a dire fu: “mi dispiace, mi dispiace. L’assassina passò la notte in galera, piangendo ogni tanto, in evidente stato di shock, rifiutandosi persino di mangiare.

Inizialmente, non si riusciva assolutamente a capire il movente.

Solo in un secondo momento venne fuori che Mitarai, apparentemente, faceva la bulla con la ragazzina lasciando messaggi su internet per prenderla in giro.

Sul computer della ragazza, tuttavia, venne trovato un bookmark che indicava proprio il video flash incriminato.

Inutile dire che, da quel momento, la leggenda urbana iniziò a sparsi a macchia d’olio ovunque ed iniziarono ad apparire anche un sacco di sostenitori della storia.

 

COME IL TUTTO SI DIFFUSE SUL DEEP WEB

 

Il tutto si diffuse su Reddit ad Agosto(2015), quando un anonimo postò uno screen continuando a dire che i proprietari del sito Onion avevano catturato sette terroristi ISIS che sarebbero stati torturati ed uccisi in diretta.

Le Red Room.

A volte, secondo le credenze comuni, gli spettatori possono interagire: digitando istruzioni sullo schermo possono decidere come il prigioniero deve essere torturato ed ucciso.

Generalmente varia anche il prezzo(non tutte sono gratuite).

 

Lo screen era questo:

 

 

Poi sul sito continuavano ad apparire messaggi:

“Siamo felici di dirvi che abbiamo condannato a morte due prigionieri.

Aspettatevi giochi divertenti, mescolati alla tortura, come promesso. Tutto interattivo.

Ed ancora completamente gratuito.

Vivere o morire, a fine giornata”.

 

Poi ancora:

 

“Uploderemo materiale completamente gratuito. Questo diverrà l’Instagram delle Torture ISIS”.

 

Il sito riportava un countdown con la data della prossima esecuzione ma finiva spesso “down” nell’avvicinarsi del momento.

Al termine del countdown (e dopo circa 1-2 ore) la pagina veniva aggiornata dicendo che il tutto era finito e i gestori mettevano a disposizione degli utenti il video diviso in più parti.

Forse un malware? Un keylogger?

 

 

Tutto ciò sino alla notizia di sequestro da parte della FBI.

In verità potrebbe esser stata anche una montatura degli stessi gestori del sito perchè, a quanto si sa, nessuno è mai riuscito a vedere una cam live su questo sito(probabilmente il primo che ha dato origine alla “credenza” delle Red Room).

 

ALTRI SITI

 

Sono tantissimi i siti in allestimento che garantirebbero questo (cruento) spettacolo.

Come dicevo ad inizio articolo, molti di questi sono evidenti scam.

Quasi tutti i siti riportano il countdown (con i giorni, le ore e i minuti mancanti) della prossima esecuzione.

Alcuni sono gratuiti, altri no.

Come detto molti di questi integrano anche una chat IRC che permetterebbe di guidare gli esecutori (gli uomini incappucciati).

 

 

Fonte